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Librettopostale CARD
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BFP - UN PO' DI STORIA

 

I Buoni Postali Fruttiferi, istituiti con il R.D.L. 26 dicembre 1924, n. 2106, allo scopo di convogliare nelle Casse di Risparmio Postali i capitali al cui investimento non si prestavano le caratteristiche del libretto di risparmio, furono emessi a partire dal 1° marzo 1925, nei tagli fissi da 100, 500 e 1.000 lire, cui si aggiunse, a breve distanza di tempo, il taglio da L. 5.000, imposto dal grande favore incontrato dal nuovo servizio.

Altri tagli si aggiunsero successivamente a quelli iniziali: da 50.000 e 100.000 lire nel 1929, da 10.000 e 20.000 lire nel 1947 e da 500.000 e 1.000.000 lire nel 1949, con contemporanea soppressione dei tagli da 100 e 500 lire, cui è seguita nel 1970 quella del taglio da 1.000 lire.  Alla fine di quest’ultimo anno (7 dicembre) è stato istituito il buono da 250.000 lire.

Un cenno particolare merita l’emissione, risultata di breve durata per non aver raggiunto l’auspicata diffusione, dei Buoni in valuta estera, iniziata il 16 ottobre 1925 e cessata il 1° luglio 1927.

Il saggio di interesse corrisposto sui Buoni Postali Fruttiferi ha subito nel corso degli anni, in relazione ai contingenti indirizzi di politica economica, numerose variazioni, che dall’iniziale 3,50% l’hanno portato al livello minimo del 3% toccato nel 1934 e a quello massimo del 5%, ripetutamente raggiunto nei periodi che vanno dal 1° maggio 1927 al 30 novembre 1932, dal 1° maggio 1936 (serie D) al 30 settembre 1942, dal 1° giugno 1943 (serie F) al 30 giugno 1949 e infine dal 20 aprile 1970 (Serie L).

Alle variazioni del saggio di interesse corrisposero, a partire dal 1° dicembre 1932, emissioni di titoli di serie diversa, contraddistinta da una lettera dell’alfabeto, a sua volta differenziata, limitatamente alla lettera A, da colore diverso. La serie G (5%), in corso dal 1° dicembre 1944 al 31 agosto 1945, si inserisce nell’arco di emissione della serie F, con dislocazione nel territorio soggetto alla sedicente R.S.I.

I motivi del favore incontrato dai Buoni Postali Fruttiferi – il cui numero in circolazione, dalle 563.000 unità per un importo di 467 milioni in essere alla fine del 1925, superava, nel dicembre 1972, i 39 milioni di titoli per un ammontare complessivo di 5.866 miliardi di lire – vanno ricercati, oltre che nella fiducia riscossa dalle Casse di Risparmio Postali e nella capillare diffusione del servizio, nell’allettante sistema di capitalizzazione dell’interesse, il quale matura in forma composta a bimestri compiuti, in ragione di un saggio che varia in aumento a più riprese, al compimento di un certo numero di anni dalla data di emissione del titolo.