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Cassa depositi e prestiti vanta quasi 160 anni di storia. L'Istituto nasce a Torino nel 1850: la sua funzione inizialmente è ricevere Depositi
quale “luogo di fede pubblica”. Solo nel 1857 un Regio decreto allargherà l’ambito di attività anche al finanziamento degli Enti pubblici.
Dopo aver incorporato le altre Casse del Regno, essersi trasferita prima a Firenze e poi a Roma, nel 1898 la Cassa depositi e prestiti viene trasformata in Direzione generale del Ministero del Tesoro.
Nel frattempo, nascono i Libretti di risparmio postale (1875), le cui risorse vengono utilizzate dall’Istituto per il finanziamento degli investimenti in opere pubbliche e per l'ammortamento dei debiti pregressi da parte degli Enti locali.
L’altro strumento di risparmio postale, il Buono fruttifero, vedrà la luce più tardi, nel 1924: grazie al piccolo taglio, alla diffusione capillare sul territorio, ai rendimenti certi, all'elevato grado di liquidità e alla garanzia dello Stato, avrà un successo tale da determinare addirittura la sospensione temporanea delle emissioni degli altri titoli garantiti dallo Stato, i Buoni ordinari del Tesoro. I Buoni postali verranno successivamente emessi anche in valuta estera (dollari e sterline) quale strumento di investimento rivolto gli emigranti, e sulle scadenze brevi (i cosiddetti “Buoni annuali fruttiferi”).
E’ solo nel 1983 che prende il via il processo di separazione della Cassa depositi e prestiti dallo Stato, che si concluderà il 12 dicembre 2003 con la trasformazione in Società per azioni (CDP Spa) e la sua fuoriuscita dal perimetro della Pubblica Amministrazione, in risposta ai profondi cambiamenti del quadro normativo e istituzionale dei mercati di riferimento della società. La nuova forma giuridica potenzia la capacità d'azione della Società rendendo più flessibile e funzionale la gestione, ma lascia inalterate le finalità pubbliche e di interesse generale che da sempre l'Istituto persegue.
Con la trasformazione in Spa entrano a far parte della
compagine azionaria di CDP le Fondazioni di origine bancaria, con una quota del 30%. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) resta l’azionista principale di Cassa, con il 70% del capitale.
CDP è assoggettata al Testo Unico Bancario e - dal 2006 - anche al regime di Riserva obbligatoria, previsto dalle autorità monetarie per gli enti creditizi.
Dal 2009 Cassa può finanziare interventi di interesse pubblico, effettuati anche con il concorso di soggetti privati, senza incidere sul bilancio pubblico. I finanziamenti sono diretti a operazioni che presentano adeguati meriti di credito e sostenibilità economico-finanziaria. CDP può, infine, intervenire anche a sostegno delle Pmi, fornendo provvista al settore bancario vincolata a tale scopo.
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