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Da "luogo di fede pubblica" a "spa per lo sviluppo"

 

1850

Nasce a Torino la Cassa depositi e prestiti. La sua funzione è ricevere depositi quale luogo di "fede pubblica".

1857

Mediante Regio Decreto, Cassa concede prestiti agli Enti locali, purché essi abbiano i mezzi sufficienti per il rimborso.

1863

La Cassa piemontese incorpora le altre Casse del Regno in una nuova Istituzione, con sede prima a Firenze e poi a Roma.

1875

Nascono i Libretti di risparmio postale, le cui risorse vengono utilizzate dalla Cassa per il finanziamento degli investimenti in opere pubbliche e l'ammortamento dei debiti pregressi degli Enti locali.

1898

Cassa viene trasformata in Direzione generale del Ministero del Tesoro.

1924

Nascono anche i Buoni fruttiferi postali; nel 1925 vengono emessi i Buoni in dollari e sterline, nel 1928 vengono lanciati i Buoni annuali fruttiferi.

1983 - 1999 

Riforma istituzionale della Cassa che la rende pienamente autonoma (L. 197/83); riconoscimento all'istituto di una propria personalità giuridica, separata da quella dello Stato (art. 22 del Dl. 8/93); riordino dell'assetto organizzativo e funzionale dell'Istituto (Dlgs. 284/99). Cassa è un’amministrazione dello Stato, dotata di propria personalità giuridica e di autonomia ordinamentale, organizzativa, patrimoniale e di bilancio, che svolge attività di interesse economico generale. Ai fini della compilazione dei conti economici e finanziari secondo i criteri stabiliti dal SEC95 Cassa è classificata nel settore delle Amministrazioni pubbliche.


2003

Il 12 dicembre 2003 la Cassa depositi e prestiti è trasformata in società per azioni e diventa "CDP Spa" (Dl. 30 settembre 2003, n. 269 e Dm. Economia e Finanze 5 dicembre 2003).

2006

CDP Spa è assoggettata dalla Banca d’Italia al regime di Riserva Obbligatoria.

 

2009

L'operatività di CDP viene estesa (Dl. 185/2008): Cassa potrà attingere al risparmio postale anche per finanziare direttamente progetti di interesse pubblico e non solo soggetti pubblici. A patto che si tratti di progetti economicamente e finanziariamente sostenibili. CDP - attraverso il sistema bancario - può anche intervenire a favore delle Pmi.

 

2011

Ulteriore ampliamento dell’attività di CDP (D.L. 31 marzo, 2011, n. 34, art. 7),  che può assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese. Le partecipazioni potranno essere acquisite anche attraverso veicoli societari o fondi di investimento partecipati da CDP ed eventualmente da società private o controllate dallo Stato o enti pubblici.